"Il Resto del Carlino"
sabato 3 Marzo 2007
Salvataggio rospi
di Mario Rebeschini
-MONZUNO-
“Se anche questa pozza d’acqua viene ricoperta,
in tutta la valle i rospi non avranno più la possibilità
di riprodursi e in poco tempo si estingueranno”. A
denunciarlo è Alessandro Fanti agronomo di 34 anni
che abita a San Nicolò, un cucuzzolo che domina la
valle del Setta a pochi chilometri da Monzuno.
Lo incontriamo al km 11 della Provinciale 325 a due passi
da Vado davanti all’ultimo stagno non ancora ricoperto
dalla terra di riporto della Variante di Valico, la nuova
autostrada per Firenze, come invece è successo a
tutti gli altri stagni artificiali nati dalle cave di sabbia.
Alessandro insieme ad altri volontari sono impegnati nel
progetto “Salvataggio rospi 2007” una delle
tante iniziative di ARTe un’associazione di Pianoro
che da anni s’impegna per far conoscere e salvare
rettili e anfibi dall’estinzione.
Sono 20 notti che al km 11 vigilano per salvare il maggior
numero di Bufo bufo, i rospi che spinti dall’istinto
della riproduzione, affrontano enormi difficoltà
tra cui la più pericolosa per loro: attraversare
di notte le strade trafficate dove una buona parte di loro
muore schiacciata o mutilata dalle auto di passaggio. Alessandro
e i suoi amici arrivano alle 18. Attivano nei due tratti
di strada interessati dal passaggio degli anfibi, fari di
segnalazione tipo lavori in corso poi, aiutati da torce,
raccolgono i rospi che lentamente attraversano la strada.
Dopo averli monitorati li portano i salvo in prossimità
del laghetto.
“Dal 7 al 26 febbraio abbiamo salvato nei sei metri
di strada che debbono attraversare 395 anfibi e contato
150 rospi che purtroppo non ce l’hanno fatta”,
dice sconsolato Francesco Scacciato, agronomo, 35 anni,
bolognese. Racconta anche che lo scorso anno ne avevano
salvati 310 e perduti 215. “Purtroppo – continua
– negli altri punti della valle dove i laghetti sono
stati colmati con la terra di riporto dell’autostrada
non sappiamo che fine abbiamo fatto e in quanti siano sopravvissuti.
Probabilmente avranno deposto le uova fecondate dal maschio
in qualche pozza d’acqua creata della pioggia o lungo
i piccoli corsi d’acqua. Tutto inutile perché
le pozze d’acqua in poco tempo si saranno asciugate
mentre il fiume avrà trascinato le uova a valle”.
Interviene Umberto Fusini, Presidente dell’associazione
il quale sostiene che se il comune di Monzuno e la Provincia
non interverranno, anche l’ultima pozza d’acqua
verrà coperta e allora “addio ai salvatori
dei boschi, che si nutrono di invertebrati, insetti, vermi”.
Suggerisce un accordo tra enti e i proprietari del terreno
per creare una piccola oasi di protezione e realizzare dei
passaggi sotterranei in cui gli anfibi lo possano attraversare
evitando la strada. “Proprio in questo tratto –
dice ancora Fusini - ci sarebbero due passaggi già
pronti. Basterebbe allargare e abbassare il passaggio dell’acqua
sotto il ponte che attraversa la strada e creare delle barriere
che impediscano ai rospi di attraversarla dirottandoli nei
due sottopassi. Non credo sia particolarmente difficile.
In altre regioni d’Italia il “Progetto rospi”
è riuscito a sensibilizzare le istituzioni e salvare
tanti anfibi. Noi siamo disponibili, come sempre, a dare
una mano”.
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