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il
Contrafforte Pliocenico:
Viene definito Contrafforte pliocenico l'insieme di rupi
rocciose in pietra arenaria che si snodano come
un bastione naturale tra le valli dei fiumi Setta,
Reno, Savena, Zena e Idice; in provincia di Bologna,
nei territori dei Comuni di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi
(Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi).
Le rocce costituenti il Contrafforte sono il risultato della
sedimentazione ciclica di sabbie e ghiaie trasportate dai
torrenti appenninici all'interno di un ampio golfo marino
che, nel Pliocene (tra i 5 i 2 milioni di anni fa), interessava
vasta parte dell'attuale Appennino Bolognese.
Le successive fasi di sollevamento orogenico della catena
appenninica hanno innalzato queste rocce fino ad oltre 600
m di quota, consentendo ai fenomeni erosivi di esplicarvi
la loro azione, modellandole nelle forme che noi oggi osserviamo.
Il substrato roccioso si compone nei rilievi più
elevati (ad es. Monte Adone - 655 m s.l.m., Monte delle
Formiche - 638 m, Monte Mario 466 m, Rocca di Badolo 475
m, Monte del Frate - 547 m, Sasso di Glossina) di arenarie
grossolane, di un colore giallo dorato; mentre alla base
i terreni sono composti da morbide argille e spesso solcati
da calanchi: tutte queste rocce sono ricche di fossili marini.
Il Contrafforte pliocenico caratterizza un'area
di grande interesse, non solo da un punto di vista geologico,
ma anche faunistico e ambientale. Ciò che
rende particolarmente suggestiva questa porzione dell'Appennino
tosco-emiliano è la grande variabilità ambientale
con una serie di habitat rocciosi, forestali e di prateria
nettamente differenziati tra loro.
Presto diventerà un'area protetta (Riserva
del Contrafforte pliocenico), che avrà un'estensione
di circa 757 ettari.

• Bibliografia
di riferimento
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